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Clan a Bergamo, Libera «indaga» il 2016

Luca Bonzanni e Rocco Artifoni il . Lombardia

foto1358Storie, fatti, intrecci. E poi campanelli d’allarme, spie che s’accendono. Libera Bergamo ha presentato il «Dossier 2016», una raccolta di 53 episodi riferiti allo scorso anno che richiamano l’attenzione sulla presenza della criminalità organizzata nella Bergamasca. Un lavoro che dà nuova linfa al documento – presentato dodici mesi fa – che ha ricostruito l’avanzata delle mafie sul suolo orobico dagli anni Sessanta al 31 dicembre 2015.

Anche per il 2016, l’Osservatorio sulle mafie in Bergamasca di Libera ha messo in fila notizie di giornale, atti giudiziari, documenti istituzionali, tracciando un quadro che racconta la presenza stabile delle propaggini dei clan anche in questo spicchio d’Italia. Nel documento, presentato il 23 maggio nel palazzo della Provincia di Bergamo, si ricostruiscono due omicidi, quello di Claudio Lanfranchi, trafficante bergamasco ucciso ad Alicante, secondo gli inquirenti per aver messo in piedi anche in Spagna un giro di droga, e quello di Zinjun Hu, giovane ragazzo di origine cinese, gestore di una sala slot, freddato e incaprettato ad Albano Sant’Alessandro, oltre a una scomparsa, quella di Fabrizio Garatti, originario di Costa Volpino, già condannato per traffico di droga in un’inchiesta con proiezioni internazionali, le cui tracce si sono perse lo scorso 26 maggio, lasciando dietro di sé oltre un milione di euro in contanti.

E poi: un narcotrafficante bergamasco arrestato all’estero, una «raffineria» di droga scoperta a Romano di Lombardia, sette incendi dolosi o sospetti. Altri numeri arrivano proprio dal narcotraffico, con 911 chili di droga sequestrati lo scorso anno in 253 operazioni antidroga che hanno portato all’arresto o alla denuncia di 323 persone per traffico di droga: «A Bergamo c’è un fiume di droga», è il commento Ilaria Sanesi, giudice del tribunale orobico, intervenuta durante la presentazione. Al capitolo riciclaggio fanno capo le 1.895 «segnalazioni di operazioni sospette» partite dai servizi informativi della Banca d’Italia, relative a transazioni avvenute in Bergamasca nel 2016; non a caso, a dicembre dello scorso anno è scattato un sequestro per dieci milioni di euro nei confronti di una famiglia bergamasca accusata di aver «movimentato» denaro tra Italia, Singapore e Svizzera: «Soldi con l’ombra della ‘ndrangheta», le parole del questore di Brescia, che ha collaborato all’indagine, nella conferenza stampa che presentò i risultati dell’operazione.

Accanto a vicende col chiaro «pedigree» delle mafie, dalla ‘ndrangheta (l’organizzazione più «attiva» anche nel 2016) a Cosa nostra e camorra, il dossier ha posato la lente anche su organizzazioni straniere e vicende tutte bergamasche, con imprenditori orobici indagati per 416-bis insieme a uomini dei clan calabresi. Il «contagio», dunque, è anche nel modus operandi: come nel caso degli incendi dolosi, spesso slegati a vicende di criminalità organizzata, ma emblema di come la pratica intimidatoria utilizzata dalle mafie sia oggi diffusa ampiamente.

Nell’«atlante» del 2016, Libera ha incluso anche due vicende di corruzione, orbitanti attorno al mondo della sanità e delle grandi opere. Perché, oltre alle mafie, l’altra piaga dell’Italia è proprio il malaffare nella cosa pubblica. Anche Bergamo non ne è immune.

Da sottolineare anche il fatto che i comuni della provincia di Bergamo, in cui si sono verificati fatti di mafia o comunque correlati a episodi di criminalità organizzata, sono diventati 130 (erano 122 fino al 2015).

La presentazione dei dati relativi al 2016 è stata anche un’occasione utile per fare il punto della situazione dei beni sequestrati e confiscati in provincia di Bergamo: oltre agli attuali 30 beni confiscati, è emerso che negli ultimi anni sono stati sequestrati almeno altri 60 tra beni immobili e aziende. Inoltre, la scorsa settimana in bergamasca sono stati posti sotto sequestro altri 40 beni soltanto in un’operazione relativa al riciclaggio. Il Coordinamento di Libera Bergamo ha voluto segnalare per tempo ai sindaci della provincia orobica la prospettiva dei prossimi anni che vedrà porre in modo rilevante il tema della gestione dei beni sottratti alla criminalità organizzata e alle mafie, sottolineando l’importanza sia concreta sia simbolica del riutilizzo e della restituzione di questo patrimonio alle comunità.

Dossier mafie Libera Bergamo fino al 2015

Dossier Mafie Bergamo 2016

Rassegna stampa Libera Bergamo – 24 maggio 2017

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