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A Festambiente economia civile, sostenibilità ambientale e legalità

Redazione il . Dai territori

Concerti, proiezioni cinematografiche, spettacoli teatrali, spazi per bambini e dibattiti. Tutto in una vera e propria cittadella ecologica di tre ettari. Questa è Festambiente, festival nazionale di Legambiente – giunto ormai alla ventottesima edizione – in scena dal 5 al 15 agosto a Rispescia, frazione di Grosseto, nel Parco Regionale della Maremma.
Il tema di quest’anno è l’economia civile che, come spiega Angelo Gentili, coordinatore nazionale di Festambiente, rappresenta “un orizzonte capace di saldare la sostenibilità ambientale e la solidarietà, le filiere virtuose dell’economia circolare e la creazione di un nuovo welfare, il commercio equo, la finanza etica, la responsabilità delle imprese e la felicità delle persone”. Un tema che non solo si vuole promuovere, ma “raccontare e praticare a modo nostro: con la coerenza, la credibilità e la continuità delle nostre scelte”.
Corenza e continuità che, ad esempio, nel maggio 2015 hanno consentito di vedere visto una delle battaglie storiche di Legambiente diventare realtà con l’approvazione della legge sugli ecoreati. Un risultato che, però, non deve far abbassare la guardia: “Dati e numeri, in parte in flessione, -dice Rossella Muroni, Presidente di Legambiente – dimostrano quali effetti può innescare un impianto normativo più efficace e robusto come quello sui nuovi ecoreati, in grado di aiutare soprattutto la prevenzione oltre alla repressione dei fenomeni criminali. Ma bisogna puntare sulla prevenzione, creare lavoro, filoni di sviluppo economico e produttivo nei territori più a rischio, puntando su qualità ambientale e legalità. E nel prevenire le ecomafie, oltre all’impegno dei territori e dei singoli cittadini, è importante una presenza costante dello Stato”.
Presenza che reputa fondamentale anche Stefano Ciafani, il Direttore Nazionale della onlus ambientalista: “È fondamentale che il Parlamento approvi altre leggi che permettano di contrastare sempre più duramente le ecomafie, liberare il Paese dalla zavorra delle illegalità e promuovere la sua riconversione ecologica; tra queste c’è bisogno con urgenza della legge sui delitti contro gli animali, della norma per semplificare l’abbattimento degli ecomostri, di quella contro le agromafie e della costituzione di una grande polizia ambientale”.
La legalità attraversa dibattiti ed iniziative come un filo rosso.
Così don Luigi Ciotti, presidente di Libera, intervenendo all’incontro “Rigenerare la legalità per un cambio di passo: mafie, corruzione e caporalato”, cita con forza Giovanni Falcone ricordando che “la lotta alla mafia è una battaglia di legalità e civiltà”. E poi aggiunge: “In questi anni abbiamo fatto della legalità un idolo mentre ce l’hanno rubata questa parola, perché molti hanno scelto sì la legalità, ma quella malleabile. Ecco perché dobbiamo chiederci perché nel ventennio della legalità sia cresciuta l’illegalità nel nostro Paese”.
“Ci sono allora parole che abbiamo il dovere e la responsabilità di bonificare – continua don Ciotti – perché ce le hanno rubate, le hanno private di senso e significato. Non basta scrivere le leggi nei codici se non le abbiamo scritte nelle nostre coscienze. Ci sono troppe coscienze passive, che calibrano la legalità sugli interessi di tanti. Per questo non bisogna fare della legalità un idolo. Corruzione e mafia sono due facce della stessa medaglia. Ma ricordiamoci: il problema non sono i corrotti e i mafiosi. Il problema sono i milioni di italiani che devono reagire di più”.
Ma per i tanti che preferiscono girarsi dall’altra parte e fingere che non sta a loro fare qualcosa, ci sono uomini e donne che testimoniano impegno e coraggio nel loro lavoro e ai quali Legambiente ha conferito il Premio nazionale Ambiente e Legalità 2016, consegnato da Rossella Muroni e Stefano Ciafani alla presenza del Presidente del Senato Pietro Grasso, del vicepresidente della Camera Luigi Di Maio e dello stesso don Ciotti.
Ecco allora che quest’anno il riconoscimento è andato alla Procura di Bari “per lo straordinario lavoro svolto nel contrasto alla criminalità ambientale, con particolare attenzione ai traffici internazionali di rifiuti”; al Nucleo Operativo Ecologico (Noe) dei Carabinieri di Potenza – consegnato all’ufficiale che guida il reparto e al Comandante del Noe, il Generale Sergio Pascali – per le indagini sulle illegalità commesse in Basilicata nell’ambito dell’attività estrattiva del petrolio. Fabrizio Feo, giornalista del Tg3, è stato premiato per la determinazione nell’impegno di denuncia delle organizzazioni mafiose, in particolare nel settore delle illegalità ambientali e nei traffici di reperti archeologici, impegno che porta avanti fin dagli anni in cui era al Tg2 e che oggi trova spazio nel suo lavoro per il telegiornale della terza rete e in particolare in quello per la trasmissione Fuori Tg. Riconoscimento al Commissariato della Polizia di Stato di Sant’Agata Militello per l’impegno contro l’inquinamento e le devastazioni ambientali nel Parco dei Nebrodi e per aver salvato la vita del Presidente del Parco, Giuseppe Antoci, rispondendo prontamente al fuoco nel corso di un raid compiuto da esponenti della criminalità organizzata. Premiati anche Angelo Cambiano, sindaco di Licata, per l’impegno e la dedizione contro l’abusivismo edilizio, il Nucleo Tributario della Guardia di Finanza di Roma, l’Ufficio Circondariale Marittimo della Capitaneria di porto di Palinuro, il Corpo Forestale dello Stato e la Cooperativa Giancarlo Siani di Ercolano, in provincia di Napoli.
Insomma, sarà anche tanta la strada che si deve ancora percorrere e tante saranno le persone che hanno fatto di principi e valori oggetto di manipolazione. Ma guardare i passi avanti fatti, vedere che – ad esempio – l’offerta culturale di Festambiente diventa ogni anni più ampia (e anche in termini di spazio), ricordarsi che ci sono uomini e donne che ogni giorno nelle piccole cose come nelle grandi si impegnano per la verità, non può che far ben sperare.

 

 

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