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‘Ndrangheta. Arresti a Reggio Calabria: scoperta la “Mamma Santissima”

Donatella D'Acapito il . Calabria

I magistrati della Procura di Reggio Calabria sono convinti di aver individuato struttura, ruoli, strategie della ‘ndrangheta invisibile: quella che guida le cosche, che infiltra istituzioni, politica, imprese e società civile; quella che stringe accordi e alleanze e che ha un ruolo centrale anche al tavolo dove si prendono decisioni importanti con le altre organizzazioni mafiose del nostro Paese e straniere. Ecco perché l’operazione che ha condotto ai cinque arresti compiuti questa mattina dai Carabinieri del Ros è stata ribattezzata Mamma Santissima, che è il nome della struttura direttiva occulta che lavora dietro le quinte ma tutto dirige, che tiene il timone dell’organizzazione, selezionando gli obiettivi strategici da perseguire, gestendo le relazioni con le altre organizzazioni criminali in Italia ed all’estero e soprattutto infiltrando, con propri affiliati definiti “segreti”, i luoghi nevralgici della società. Le ordinanze di custodia cautelare emesse dal Gip del Tribunale di Reggio Calabria, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia coordinata dal Procuratore Federico Cafiero de Raho, hanno raggiunto l’avvocato Giorgio De Stefano, storica figura dell’omonima famiglia di ‘ndrangheta reggina, l’avvocato ed ex parlamentare del Psdi Paolo Romeo – già più volte comparso anche negli ultimi mesi nelle indagini che puntavano a ricostruire le trame occulte della ‘ndrangheta. Ordinanza di custodia cautelare anche per Alberto Sarra, ex consigliere e sottosegretario regionale di centrodestra, e Francesco Chirico, funzionario regionale. E infine è stata chiesta al Parlamento l’autorizzazione a procedere all’arresto del senatore in carica Antonio Stefano Caridi, ex assessore regionale di Forza Italia e poi Pdl oggi nel gruppo delle Grandi Autonomie e Libertà al Senato. Sono tutti accusati a vario titolo del reato di partecipazione alla ‘ndrangheta.
Il provvedimento cautelare, firmato dal Giudice delle indagini preliminari, arriva al termine di una indagine dei Carabinieri del Ros cominciata 4 anni fa che, proseguendo, approfondendo e collegando i risultati di numerose inchieste degli anni scorsi, cercando e ottenendo riscontri ad elementi di indagine, intercettazioni e dichiarazioni di collaboratori di giustizia, ha completato la ricostruzione della struttura della ‘ndrangheta nelle sue componenti di comando. È stata individuata così la Mamma Santissima, struttura direttiva occulta che opera in sinergia con l’organo collegiale di vertice delle cosche denominato Provincia, che però ha un carattere eminentemente criminale e al quale spetta il compito di seguire le indicazioni fornite dalla sovraordinata struttura riservata. Secondo i magistrati della procura di Reggio Calabria e i carabinieri del Ros, la struttura ribattezzata la Mamma Santissima sarebbe stata capace di aggiornare le capacità e i sistemi di condizionamento usati dalla ‘ndrangheta, fondati dunque non più sull’utilizzo di soggetti che si “mettono a disposizione”, ma su soggetti che vengono dall’interno dell’organizzazione mafiosa e che non hanno mai partecipato attivamente o non sono conosciuti per attività criminali. Soggetti che meglio di tutti possono garantire gli interessi dell’organizzazione. Figure cui la Mamma Santissima ha fatto seguire un percorso di istruzione nella ‘ndrangheta pensato allo scopo di prepararli alla “proiezione verso i contesti informativi, imprenditoriali, economici/finanziari/bancari, amministrativi/politico/istituzionali più delicati, condizionandoli e piegandoli dall’interno ai fini illeciti del sodalizio”.

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