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Bologna, ricostruire nella legalità

di redazione il . Emilia-Romagna

Contro le infiltrazioni mafiose nella ricostruzione post-terremoto in Emilia-Romagna. Il 20 giugno il punto su problemi, criticità, positività e necessità/// – Due anni  fa un terremoto con scosse di magnitudo 5,9 e 5,8 della scala Richter,  il 20 e il 29 maggio 2012, sconvolsero L’Emilia Romagna, in particolare l’area compresa tra Bologna, Ferrara e Modena, provocando 28 morti, più di 300 feriti, 45mila sfollati e danni per oltre 13 miliardi di euro. La ricostruzione è partita subito. E anche la richiesta della società civile di vigilare contro possibili infiltrazioni mafiose negli appalti. Così nel gennaio del 2014 è nato un Osservatorio sulla ricostruzione per affermare la legalità nelle pratiche di ricostruzione, per costruire una barriera contro ogni tentativo di infiltrazione di persone e ditte legate alla malavita organizzata. Un Osservatorio che in questi primi mesi si è confrontato  costantemente con la popolazione e le istituzioni, le associazioni, i sindacati, gli organi professionali e l’imprenditoria che in Emilia-Romagna sono impegnati nella ricostruzione. E adesso è pronto per fare un primo bilancio. 

“Libera Informazione – spiega il direttore Santo Della Volpe – coordina questo progetto che sta raccogliendo risultati molto importanti, soprattutto nel raggiungimento dello scopo finale: dare rappresentazione ai rischi di infiltrazione mafiosa e alle contromisure in atto, legando le istituzioni con il territorio, i soggetti (le associazioni, gli Enti Locali e le popolazioni colpite) con le istituzioni che coordinano la ricostruzione e la legalità”.  Tra le finalità dell’Osservatorio c’è il monitoraggio del processo di ricostruzione post sisma relativamente ai fenomeni di illegalità, individuandone le aree di rischio e gli strumenti di contrasto alla criminalità organizzata messi in campo da istituzioni, organizzazioni imprenditoriali e sindacali, associazioni ed ordini professionali, valutandone poi i risultati. Gli obiettivi sono da un lato quello di formalizzare un dossier sulle attività e pratiche messe in campo dal sistema “emiliano-romagnolo” nella ricostruzione post sisma e, dall’altro, sensibilizzare i cittadini, attraverso i media e il tessuto associativo e produttivo, rispetto ai potenziali rischi, diffondendo proposte concrete di contrasto alle illegalità.

“Dopo 6 mesi di lavoro, di incontri con le istituzioni, con i Comuni interessati alla ricostruzione, le associazioni, i professionisti impegnati nei progetti ; dopo la formazione di un vero e proprio comitato di gestione dell’Osservatorio nel quale sono rappresentate le organizzazioni sindacali, Libera, gli enti locali e professionali – annuncia Libera Informazione – abbiamo messo in evidenza alcune positività, delle criticità e le ancora tante necessità dei territori colpiti dal terremoto di due ani fa, in un quadro d’insieme che vogliamo presentare agli Organi d’Informazione per stimolare chi deve valutare ed intervenire affinché la legalità sia rispettata negli appalti, nella ricostruzione del pubblico come del privato. Vogliamo così ricordare i problemi che abbiamo rilevato e contribuire ad accelerare la ricostruzione, senza perdere il “passo della legalità”.

L’appuntamento:  20 giugno ore 11,30 – Assemblea legislativa Regione Emilia-Romagna- Sala stampa piano ammezzato – Viale Aldo Moro 50, Bologna

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