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Papa incontrerà familiari di vittime delle mafie

di redazione il . Senza categoria

«Per i famigliari delle vittime innocenti delle mafie l’incontro con Papa Francesco è un dono. Un dono tanto più grande perché precede, anzi apre, la “Giornata della memoria e dell’impegno”». Così Don Luigi Ciotti, presidente di Libera, in una nota commenta la notizia, oggi ufficiale, dell’incontro fra Papa Francesco e i settecento  familiari di vittime delle mafie che saranno a Roma il 21 marzo in vista della giornata nazionale che si terrà a Latina il 22 marzo per ricordare tutte le vittime delle mafie.  Il Papa incontrera’, dunque, i familiari che arriveranno da tutta Italia e preghera’ con loro in una veglia nella chiesa romana di Gregorio VII.

XIX Giornata della Memoria e dell’Impegno. Dal 1996 il 21 marzo, primo giorno di primavera, si ricordano in tutta Italia le vittime innocenti delle mafie. Ogni anno il “grande abbraccio” ai familiari delle vittime si tiene in una città d’Italia diversa, e questa XIX Edizione sara’a Latina. Il venerdì 21 arriveranno da tutta Italia 700 familiari delle vittime delle mafie in rappresentanza di circa 15.000 persone che hanno subito il dolore della perdita di una persona cara per mano delle mafie. Alle 17,30 è prevista a Roma la veglia di preghiera, presieduta dal Papa, con tutti i familiari accompagnati dai rappresentanti territoriali di “Libera”, dai referenti di alcune delle 1600 associazioni aderenti e dai rappresentanti istituzionali che hanno confermato la loro partecipazione. La veglia con Papa Bergoglio, nella parrocchia di San Gregorio VII, durerà fin verso le 19. Il 22 marzo invece, per le vie di Latina, si ritroveranno, in un grande momento di incontro con i familiari, migliaia di persone, soprattutto giovani, provenienti da tutta Italia che dopo il corteo e la lettura dei nomi dal palco, si fermeranno a ragionare insieme all’interno dei 25 seminari, laboratori e spettacoli sui temi della legalità e dell’impegno civile contro le mafie.

L’incontro con il Papa, Ciotti: “E’ un dono”. «Il 21 marzo è per loro – e sarebbe bello lo diventasse, istituzionalmente, per tutti gli italiani – il giorno in cui i loro cari, in tante città d’Italia, vengono chiamati per nome, uno a uno, in un appello rivolto alle coscienze di tutti – commenta Ciotti.  Quei nomi vengono pronunciati ma sono quei nomi, in realtà, a chiamarci. La disponibilità del Papa ad accompagnare i famigliari a questo momento carico di dolore ma anche di speranza, è segno di un’attenzione e di una sensibilità che loro hanno colto sin dal primo momento. Attenzione verso tutta l’umanità fragile, ferita. Ma attenzione, anche, per lo specifico tema delle mafie, della corruzione, delle tante forme d’ingiustizia che negano la dignità umana. Voce di una Chiesa che salda il Cielo e la Terra, e che della denuncia fa annuncio di Salvezza».  «Molte di quelle vittime erano “giusti” – conclude Ciotti. Persone che non hanno esitato a mettere la propria vita al servizio di quella degli altri, anche a costo di perderla. È questa giustizia delle coscienze, prima che delle leggi, il dono che ci hanno lasciato. Condividerlo è nostro compito quotidiano. Condividerlo con Papa Francesco è la più grande delle gioie».

 

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