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Minacciati giornalisti di Basilicata24

a cura di Ossigeno* il . Basilicata

Dopo una serie di messaggi intimidatori che si susseguono dal 2 novembre, quando le minacce hanno cominciato a prendere di mira anche persone a loro vicine, i giornalisti di una piccola redazione di Potenza si sono ribellati rendendo pubblica la misteriosa vicenda e chiedendo solidarietà. Le prime risposte all’appello sono arrivate dal presidente della Regione, dal presidente dell’Ordine regionale dei Giornalisti e da Ossigeno. “La prima volta è successo il 2 novembre: hanno fermato per strada il collega Michele Finizio dicendogli: “Smettila o morirai!”. Dal quel giorno, racconta ad Ossigeno Giusi Cavallo, direttore della testata online basilicata24.it, lei e i suoi colleghi sono bersaglio di ignoti, con croci disegnate sulle auto, lettere intimidatorio e minacce di morte. Fino all’ultimo episodio, il 23 gennaio, quando in una lettera è stato dato un ultimatum: i giornalisti accettino i soldi e se ne vadano, altrimenti il 31 succederà qualcosa di brutto ai giornalisti o a persone a loro vicine.

LE MINACCE – Finizio, che è anche il direttore editoriale, non conosce la persona che lo ha fermato la prima volta. L’11 novembre ha subito una seconda minaccia: è stato bloccato di nuovo, stavolta mentre era in macchina. Due tizi gli hanno detto: “Ti abbiamo preparato la sedia a rotelle”. Poi, il 19 novembre, ha trovato 12 croci incise sulla carrozzeria della sua auto. Altre croci sono state incise la sera del 24 dicembre, stavolta sulle fiancate. Il 2 gennaio è toccato al direttore: ha trovato croci incise sulla sua auto, rimasta qualche giorno parcheggiata nel garage della redazione. La sera stessa lei i colleghi hanno trovato sotto la porta della sede de giornale un foglio A4 ripiegato con minacce di morte a Eugenio Bonanata, con un messaggio e una foto raffigurante altre croci. Tutti gli episodi sono stati denunciati alle forze dell’Ordine. “Ci hanno consigliato di controllare bene le nostre auto: la sera del 4, ancora, ho trovato sulla mia auto, parcheggiata sotto casa di amici, altre tre croci incise”, racconta il direttore.

L’ultimo episodio il 23 gennaio: nel garage della redazione c’era una busta con dentro un accendino e un foglio, con altre minacce e riferimenti precisi alle vite dei giornalisti e ai loro famigliari: “Andate a casa, vi diamo i soldi. Se entro il 29 non accettate, il 31 qualcuno avrà un gravissimo incidente, non rendetevi responsabili delle sofferenze di innocenti. Non andate alla polizia, è inutile”, c’era scritto. Quest’ultima minaccia , basilicata24.it ha deciso di rendere pubblici questi fatti, con un editoriale del direttore dal titolo “Noi non abbiamo paura, noi non ci fermiamo”. Il direttore scrive: “lanciamo noi un messaggio a questa gente. Siete dei vigliacchi, ancora più vigliacco chi vi manda. Noi restiamo qui. Non ci intimidiscono le vostre minacce. Anzi, le vostre minacce ci incoraggiano a continuare. Quindi siete anche degli stupidi. Non abbiamo mai voluto rendere pubblici questi episodi, ma forse adesso è il caso. Perché i bambini non si toccano. E tanto perché si sappia e perché magari qualcuno veda che non siamo soli. Non siamo soli vero?”, ha scritto.

INDAGINI – Al momento i giornalisti non sanno se ci siano indagini in corso sugli episodi intimidatori, nè hanno una qualche protezione. “Non sappiamo cosa può aver scatenato le minacce. Da quando il giornale, gestito da una cooperativa è nato nel 2011, ci siamo occupati di tante questioni delicate, come le irregolarità della pubblica amministrazione, i casi giudiziari irrisolti, le questioni legate all’ambiente, al petrolio, ai siti in attesa di bonifica. Abbiamo sempre raccontato tutta una serie di anomalie che riguardano il nostro territorio, che non è come altre regioni dominato dalla mafia in senso stretto, ma è comunque bersaglio di un sistema di controllo molto sofisticato”, continua Cavallo.

SOLIDARIETÀ – La solidarietà alla testata è arrivata da molti lettori, ma dalle istituzioni soprattutto dopo che delle minacce hanno parlato i quotidiani locali: “solo dopo sono arrivati i messaggi del presidente della Regione Marcello Pittella e la telefonata del caporedattore Rai della Basilicata. La verità è che noi non siamo mai stati riconosciuti dalle istituzioni, tanto che non siamo mai stati invitati ad una conferenza stampa della Regione o della Provincia di Potenza, mentre un po’ più aperta è stata invece quella di Matera”, racconta ancora Cavallo.

L’Ordine dei Giornalisti della Basilicata ha diffuso una nota firmata dal presidente Domenico Sammartino, che ha espresso ”solidarietà e vicinanza” a basilicata24.it insieme al ”vivo auspicio che gli autori di questi atti vili siano, oltre che individuati e chiamati a rispondere per quanto commesso, isolati e posti all’indice dal comune sentire dell’intera comunità lucana, a conferma dei valori di democrazia e di civiltà (e di civile confronto, anche in presenza di diversi punti di vista) che contraddistingue la sua storia e la sua cultura”.

A basilicata24.it va anche la solidarietà di Ossigeno, che auspica che sulle minacce facciano luce al più presto anche gli inquirenti.

[MF per Ossigeno]

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