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Corruzione, mafie e illegalità in Valle D’Aosta

di Marika Demaria il . Valle d'Aosta

La dipingono come un’isola felice, ma la Valle d’Aosta convive da anni con illegalità di alto livello e infiltrazioni da parte della criminalità organizzata la cui entità non è ancora stata riconosciuta. Dopo il volume “L’altra Valle d’Aosta” della collana dei “Quaderni di Libera e Narcomafie”, il  mensile dedica il dossier del numero di maggio  alla regione montana. Ecco gli ultimi sviluppi giudiziari e politici. E non solo.


Richieste mirate. Quattro, per la precisione. Formulate la sera in cui Libera Valle d’Aosta ha presentato il volume curato dall’associazione, edito dal Gruppo Abele e diffuso a livello nazionale da Libera. A distanza di un mese, iniziano ad arrivare le prime risposte. La prima questione sollevata è relativa alla Festa dei santi Giorgio e Giacomo, che quest’anno aprirà i battenti il 17 luglio per concludersi domenica 28. Una kermesse cresciuta nel corso degli anni, creata nel 1993  per ricreare momenti conviviali in cui i tantissimi calabresi trapiantati in Valle, ma anche gli stessi valdostani, potessero ritrovarsi. E che non ha più solamente una matrice religiosa, come alle origini. Una Festa organizzata da un Comitato presieduto da undici anni da Giuseppe Tropiano, condannato in primo grado lo scorso 30 gennaio dal Tribunale di Torino a un anno e quattro mesi per favoreggiamento nei confronti della ‘ndrangheta, nell’ambito dell’inchiesta “Tempus Venit”. Attualmente, Tropiano risulta indagato anche in un filone parallelo alla sopracitata indagine: l’accusa è di abuso di ufficio, in relazione agli atti esecutivi della delibera della giunta regionale per l’acquisizione del parcheggio pluripiano di 509 posti auto, con la formula di “acquisto di cosa futura”. La costruzione si riferisce all’imponente appalto da 16 milioni e 900 mila euro affidato proprio a Tropiano, titolare della società “Saint Bérnard Srl”, beneficiaria del contratto.


Una posizione “inopportuna” secondo Libera Valle d’Aosta, che ha chiesto le dimissioni del presidente del Comitato. La risposta, a distanza di un mese, la si apprende dalle colonne di un settimanale valdostano, «Gazzetta Matin» (edizione del primo luglio), dalle dichiarazioni dello stesso Giuseppe Tropiano: «Sono sereno, so di non aver fatto niente di male e sono fiducioso del lavoro della magistratura, convinto che giustizia sarà fatta. Nessun imbarazzo, mai pensato alle dimissioni, qui c’è da lavorare». Ulteriore passaggio: la sede del Comitato è presso la parrocchia di Saint-Martin (quartiere di Aosta), proprio in virtù della genesi della Festa. Libera Valle d’Aosta aveva chiesto che la sede legale fosse allontanata dalla parrocchia, proprio a tutela della moltitudine dei fedeli. E per una questione etica. Anche in questo caso, la risposta alla richiesta la si legge sulle pagine del settimanale valligiano. Alla domanda “È opportuno che il Comitato abbia sede alla parrocchia di Saint-Martin de Corléans?”, Tropiano replica: «Perché no? In quella chiesa sono custodite le statue dei nostri cari santi Giorgio e Giacomo (…). Non vedo dove sia il problema». In linea con queste dichiarazioni, le affermazioni di don Albino Linty-Blanchet, a capo della parrocchia, che «ha finalità esclusivamente religiose ed è in questo senso che bisogna interpretare la collocazione della sede del Comitato. Gli aspetti che interessano alla parrocchia sono unicamente legati alla celebrazione della ricorrenza, di tutto il resto non so nulla e non voglio nemmeno saperlo». Incalza la giornalista: “D’accordo, ma non le crea un po’ di imbarazzo ospitare la sede di un’associazione presieduta da una persona sulla quale pende una condanna di primo grado?”. Don Albino ribadisce: «Se imbarazzo c’è o ci dovrebbe essere, questa è una questione esclusivamente interna al Comitato. La parrocchia si occupa unicamente del rispetto della devozione delle oltre duemila persone che animano la comunità calabrese della zona. A noi tutto il resto non interessa».


Domande che anche l’opposizione comunale ha posto in consiglio al sindaco, considerando che nel corso degli anni le amministrazioni aostana e regionale hanno deliberato sovvenzioni per la Festa dei Calabresi. Secca la risposta del primo cittadino, Bruno Giordano: «Non provo nessun imbarazzo, ma lo proverei anzi se il contributo non fosse stato rilasciato, soprattutto in seguito alla Relazione previsionale Programmatica che lo prevedeva. Sappiamo distinguere le questioni personali dall’interesse di un’intera comunità». Gli fa eco Patrizia Carradore, assessore comunale al Turismo: «La collaborazione con il Comitato per la Festa di San Giorgio e Giacomo dura da più di vent’anni. L’accordo è stato stipulato per una manifestazione che richiama un gran numero di persone, rappresenta una larga fetta della nostra società nonché un’opportunità turistica importante. La compartecipazione del Comune concorre per il pubblico interesse e non per fini di lucro, con il pagamento di una parte di spesa come la fornitura di energia elettrica e la cessione di servizi».


Proprio alla politica, Libera Valle d’Aosta aveva chiesto l’istituzione di un osservatorio permanente sulle mafie e la pubblicazione degli atti integrali delle audizioni rese in seno alla Commissione regionale antimafia, nata nel marzo 2012 i cui lavori sono terminati in autunno. Risultato ottenuto da qualche giorno a questa parte: sul sito della Regione Valle d’Aosta, è possibile visionare (e scaricare) detti documenti. Periodo caldo questo per la politica locale: braccio di ferro tra maggioranza (che ha diciotto seggi) e l’opposizione (diciassette), la Giunta di fatto non si è ancora insediata. Intanto, in una nota l’ufficio di presidenza di Libera ha chiesto ad Augusto Rollandin, che alle elezioni regionali dello scorso 26 maggio ha ottenuto il maggio numero di voti (10.791) e che dunque è il candidato numero uno per essere ancora alla guida della Valle d’Aosta, di fare un passo indietro. Una richiesta determinata da un avviso di garanzia – con l’accusa di abuso d’ufficio – notificato a Rollandin, nell’ambito del filone di indagine scaturito da “Tempus Venit”: secondo gli inquirenti, non è stata bandita una regolare gara d’appalto per affidare i lavori – dell’importo di un milione e 300 mila euro – di costruzione di un cunicolo di collegamento tra l’ala nuova dell’ospedale regionale valdostano e il parcheggio. Lavori affidati a Giuseppe Tropiano.

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