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Diario dal Messico: chiediamo giustizia e verità

a cura di Libera Internazionale il . Internazionale

Le ultime giornate sono forse le più intense anche perché c’è una gran voglia di sfruttare al meglio il poco tempo rimasto a disposizione. Vengono quindi alternati alcuni giri turistici, come la visita alle Piramidi del Sole e della Luna, di Teotihuacan, a momenti più impegnati e solidali. Una bella occasione è quella pianificata da un altro dei promotori “locali” della Campagna per la pace in Messico di LIBERA, Edgardo Buscaglia, Presidente dell’Insituto de Accion Ciudadana: si tratta dell’intervista di Carmen Aristegui, giornalista molto conosciuta nel paese, a Tonio Dell’Olio e Claudia Cruz su CNN Mexico. Il fatto che quotidianamente il programma di Aristegui venga visto da dodici milioni di spettatori, ci fa pensare che sia un’opportunità alquanto unica per parlare di Messico e violazioni dei diritti umani, ma anche delle possibili risposte sociali e culturali per prevenire e contrastare i crimini contro la popolazione scaturiti dalla “guerra alla droga”. Un conflitto armato iniziato dal passato governo Calderon e ancora di fatto in corso. A proposito, è innegabile che la militarizzazione e la repressione, massima espressione di questa guerra, abbiano finora tolto di più alla cittadinanza, in termini di libertà, diritti e democrazia, che ai corrotti e ai criminali del paese. In questi ultimi giorni c’è stato l’incontro anche con altri giornalisti impegnati con coraggio (ebbene sì, qui il coraggio non può proprio mancare per fare questo mestiere) a diffondere notizie ed informazioni su ciò che sta accadendo in Messico, al di là delle retoriche e delle censure. Una sera incontriamo José Gil Olmos, personaggio di punta del settimanale d’inchiesta Proceso e in un’altra occasione, in contesto protetto, Anabel Hernandez, autrice del libro di denuncia “Los Senores del Narco”, per il quale ora vive sotto scorta, costantemente minacciata anche dalle stesse autorità oggetto d’indagine nel suo libro. Entrambi sono da tempo compagni di viaggio di LIBERA International nel suo percorso di conoscenza della realtà messicana. In particolare la situazione di rischio e minaccia vissuta da Anabel Hernandez è costantemente monitorata da LIBERA, che ha anche invitato la giornalista in Italia, nei periodi di più alta tensione, per dare testimonianza della sua storia e non solo. Il gruppo Giramondi ha avuto modo anche di intrecciare più volte la sua strada con quella di Atrevete Mundo! In particolare nell’incontro con il collettivo Muneca Fea, un gruppo di volontari impegnato ad dare laboratori didattici e ricreativi ai bambini di una comunità indigena che ha occupato ormai da alcuni anni uno spazio in una delle zone più ricche della città, il barrio Roma. Abbiamo giocato con i bambini e parlato con gli operatori del collettivo, guidati da uno dei giovani abitanti nel fitto corridoio di baracche e casupole costruite una sopra l’altra a causa del sovraffollamento. Da lì abbiamo capito perché le attività con i bambini venissero svolte per strada, di fatto unico spazio realmente libero, ancora a disposizione. L’ultimo giorno poi ci siamo riuniti tutti insieme nella sede del Cauce all’insegna del “compartir” (condividere) per festeggiare l’esperienza e lo scambio con gli operatori e i ragazzi coinvolti in questa esemplare esperienza di prevenzione e contrasto ai danni sociali apportati nei quartieri più poveri della città (e del paese) dalla criminalità organizzata.  Anche se ora aspettiamo che siano loro, i giovani del Cauce, a farci visita in Italia, per completare il processo di conoscenza reciproca, crediamo che lo scambio sia stato effettivo e reale. Non sono mancati momenti per parlare di LIBERA ma anche per conoscere le loro storie e i loro progetti nati desde abajo (dal basso), anche in contesti fortemente complessi e difficili, dove mancano l’appoggio istituzionale e le risorse economiche. Questo è stato certamente d’insegnamento e da stimolo per entrambi i gruppi (Giramondi e Atrevete Mundo!) ed un bagaglio notevole che riportiamo in Italia. Il viaggio Giramondi si conclude così, dopo giornate molto intense, tra incontri, visite sul campo e giri turistici più tradizionali. Un percorso di scoperta e conoscenza attraverso il quale ci siamo addentrati nel cuore delle bellezze e delle difficoltà di un paese fornito di tutte le risorse umani e sociali per il suo riscatto, ma che chiede anche a gran voce attenzione da parte della comunità internazionale. Ora più che mai non è possibile restare indifferente e ignari davanti alle mafie internazionali, o solo concentrati su ciò che avviene nei proprio confini nazionali. Le mille interdipendenze tra paesi e continenti, tra comunità locali e reti nazionali ci impongono più consapevolezza e corresponsabilità, anche nel mettere in connessione le diverse risposte di antimafia sociale nel mondo. La speranza è che Giramondi continui la sua attività nell’impegno dei suoi partecipanti, nel trasmettere e diffondere saperi e conoscenze sulla realtà messicana, sulle sue difficoltà ma anche sulle suemolteplici ricchezze scoperte nei luoghi visitati e negli occhi delle persone incontrate. Tanti mondi in uno solo, quello che ha come obiettivo justicia y verdad per tutte e tutti. Hasta un nuevo Giramondi.

Diario 29 – 28 aprile – Atrevete!mundo

“Un reportero es solo el mensajero, nunca debe ser el mensaje” (un giornalista è solo il messaggero, non deve essere mai il messaggio) diceva sempre Regina Martinez, giornalista messicana del settimanale Proceso, ammazzata il 28 aprile 2012. Anche Atrevete!mundo! vuole essere messaggero della realtà messicana trovata qui. Vuole mettere in luce tutte le meravigliose esperienze di impegno sociale che qui, insieme a tutti coloro che hanno il coraggio di scegliere una strada alternativa al “sistema”, si mettono in gioco in prima persona. E anche le ultime due giornate di questo viaggio in Messico sono state all’ insegna di incontri e di apprendimento sul campo. Lunedi’ il gruppo di Atrevete!mundo ha incontrato un’ altra realta’ importante di Citta’ del Messico, l’associazione Muneca Fea (bambola brutta) che si occupa dei bambini e ragazzi provenienti dalle molteplici popolazioni indigene di seconda e terza generazione che si sono ormai trasferite in citta’. A parlarne al gruppo c’e’ Gaby, una ragazza che dopo aver fatto la carriera universitaria in studi internazionali, ha capito, insieme ad altri, che il suo universo erano questi bambini. Che qui c’era davvero da lavorare. In Messico si parlano 324 lingue diverse e convivono 62 popoli indigeni. Queste popolazioni gia’ da molto tempo, per cause ambientali e sociali hanno iniziato ad insediarsi nelle citta’, lasciando cosi’ almeno in parte le loro origini. Oggi si parla di indigeni di terza generazione, ovvero di indigeni urbani che, dopo i primi migranti ed i secondi residenti indigeni, rappresentano la sfida di integrazione piu’ difficile e piu’ attuale di tutte. Muneca Fea sceglie quindi di affiancare bambini e giovani che nascono in citta’ ma che provengono da famiglie indigene con tradizioni e cultura radicalmente diversa da quella urbana. Il ruolo fondamentale di questa organizzazione di base e’ quindi innanzitutto dare speranza a giovani generazioni gia’ disilluse fornendo loro i mezzi per creare un futuro diverso e non condannato allo stile di vita difficile che con i loro genitori gia’ devono affrontare. Muneca Fea punta molto nei suoi percorsi educativi anche alla memoria, come componente base dello sviluppo di crescita del ragazzo, che molto spesso rinnega le sue origini od e’ disincantato di fronte al tesoro storico che fa parte anche del suo vissuto. Con Gaby il gruppo Atrevete!mundo! organizza alcune attivita’ per il giorno dopo finalizzate a conoscere i ragazzi e a renderli un po’ piu’ consapevoli del valore della loro cultura di origine. Fare memoria, in questo caso, significa trasformare la propria storia culturale in impegno sociale. Dal basso. Con Cauce Ciudadano nel pomeriggio si organizzano le attivita’ all’ aperto per i ragazzi. Qui lo sport e gli spazi esterni sono considerati un privilegio: le infinite costruzioni di cemento ed il serrante ritmo del traffico quotidiano hanno ridotto al minimo gli spazi verdi ed i luoghi di ritrovo all’aria aperta. Grazie quindi al torneo ‘Futbol por la paz’ nel pomeriggio una quarantina di giovani e bambini divisi in quattro squadre si affrontano sul campetto di cemento vicino a Cauce. I ragazzi qui sono molto svegli, ascoltano ed intendono molto velocemente come comportarsi, ed il rispetto dell’ altro permette di riunire nel campo bambini dai 6 anni a ragazzi di 15, senza che nessuno si faccia male o prevalga. La voglia di giocare e’ troppa, la voglia di star bene anche.. farlo a discapito degli altri non e’ contemplato: il noi vince anche tirando due calci ad un pallone. Le attivita’ ludico- ricreative che Cauce Ciudadano propone ai giovani di qui possono sembrare banali, scontate o di carattere animatoriale. Vivendo dall’ interno questa esperienza, il gruppo Atrevete!mundo ha capito invece che qui i metodi per salvare la vita ai giovani messicani sono molteplici: educativo, sociocomunitario, culturale ed artistico. Il giovane qui infatti molto spesso non trova guide ferme e positive nel contesto dove nasce, ed e’ attraverso il gioco, lo stare insieme e l’ essere ascoltato che ritrova la fiducia in se stesso..che qui si perde molto giovani, tra genitori assenti o lontani da casa, violenza pubblicizzata, poverta’ e oppressione sociale. Qui non si tratta di divertire, ma di salvare vite. Di dare opportunita’ valide e alternative alla criminalita’ alle nuove generazioni, che nascono disilluse e molto spesso gia’ condannate. Il fondatore Carlos Cruz, insieme ai suoi compagni, a tal proposito ricorda ai giovani di Libera che siamo qui per imparare ma soprattutto per impegnarci, e che tornando in Italia, vorra’ sentirci salvare vite, progettare ed organizzare attivita’ in grado di liberare giovani italiani dal giogo del denaro facile e della cultura individualistica, dando alle nuove generazioni speranze di vita vera..in cui valori come il noi e l’impegno sono fattori determinanti per creare un cambio culturale anche nel nostro Paese, mettendo un limite alle facce frustrate e dando un senso ancora piu’ profondo al nostro essere rete nazionale ed internazionale. Il giorno successivo, in mattinata, il gruppo raggiunge il quartiere Roma, dove si trova l’ edificio occupato dalle famiglie indigene che sono seguite dall’ associazione Muneca Fea. Se le condizioni di vita qui in Messico sono comunque in generale molto basse, qui raggiungono standard minimi, in cui davvero il sorriso non e’ solo un accessorio. Ma uno strumento per conquistare la fiducia dei tanti piccoli e ragazzi che qui tentano di costruire nuovi tasselli di speranza uno dopo l’altro. La gioia che dimostrano nel vedere che oggi li abbiamo resi importanti non e’ trascrivibile, ma riporta il gruppo dei volontari, ancora una volta, a prendere coscienza del noi umile e sempre in evoluzione che qui le persone creano nello stare insieme e fare rete: molte delle attivita’ di cui lo staff di Cauce e le altre associazioni ci parlano hanno pochi mesi di vita, sono nuove ed in continuo aggiornamento, ascoltano i bisogni dell’ altro e cercano di rispondervi nel modo piu’ tempestivo possibile. Niente e’ imposto dall’ alto, tutto si costruisce insieme. I giovani sono risorsa, non pubblico. I giovani sono la fonte, non la condanna. A tal proposito, Cauce ha organizzato anche un incontro con i giovani che stanno seguendo un percorso ri-educativo e che provengono dall’ area penale minorile. Qui a Cauce seguono un percorso psicologico ad hoc, con Riccardo, giovane psicologo dell’ associazione. Grazie alla loro disponibilita’ il gruppo dei volontari di Libera puo’ incontrarli e conoscerli. Anche se vengono da esperienze di vita difficilissime, come spaccio, furti, detenzione di arma da fuoco, etc.. sono tutti ragazzi con dei sogni meravigliosi, e sono consapevoli che la strada di facile guadagno che avevano scelto non e’ quella che li salvera’. Ora sono qui per cambiare, ed insieme sara’ piu’ facile. Per concludere il nostro percorso formativo in Cauce, nel pomeriggio ci raggiungono anche i componenti del gruppo Giramondi, il gruppo di Libera che in questa settimana ha potuto concentrarsi sul tema della memoria, dell’ informazione e della lotta alla violenza e alla corruzione in Messico. Come gia’ in altre occasioni, anche oggi e’ importante ricordare la necessita’ e gli obiettivi di questo percorso ed intercambio con un cerimoniale conclusivo. In cerchio, attraverso gesti, simboli ed evocazioni di un passato che non e’ mai stato cosi’ presente ci riuniamo tutti per ringraziare, riflettere sul nostro percorso insieme e abbracciarci ancora una volta, sia fisicamente che culturalmente. Questo scambio socio-educativo e l’esperienza sul campo hanno permesso a tutti di crescere, di arricchirsi e di non rimanere immobili. Non c’e’ un io. Non c’e’ staticita’. Solo alcuni punti fermi da cui partire: liberta’ e rispetto, ascolto e costruzione, dialogo e crescita, ed infine speranza e passione. Termini astratti e non quantificabili nella nostra mentalita’ quotidiana, ma che qui passano attraverso fatiche di ogni giorno, processi di formazione e confronto, dove capire chi c’e’ dall’ altra parte aiuta anche me a capire chi sono. Dove parole astratte portano dentro vite. E alle volte evitano violenza e sangue. Libera qui impara e condivide con Cauce la bellezza e l’importanza della rete. Questo non e’ un arrivederci, e nemmeno la conclusione di qualcosa. E’ uno start. Incominciamo! ATREVETE!MUNDO! Ora si che le parole devono diventare frutto. E nel salutare e ringraziare tutta la speranza e la passione che il Messico ci ha regalato, voltiamo ancora una volta lo sguardo al passato, al nostro anche, e ricordiamo quanto tempo ci vuole per costruire un futuro diverso, ma quante vite possiamo salvare anche lungo il cammino. Atrevete!mundo! Qui dal Messico e presto dall’Italia! I semi di giustizia ed i fiori di corresponsabilita’ di Libera ora sono piu’ forti. Hanno ponti oltre oceano, hanno reti internazionali. E dal Messico parte un nuovo grido di speranza e “resiliencia”: Atrevete!mundo!.. non possiamo piu’ stare a guardare!

 

I diari a cura di Libera Internazionale

In Messico, memoria e impegno contro le mafie

A Città del Messico contro mafie e corruzione

“Giramondi” fa tappa a Oaxaca

 

 

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