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Potenza, terza edizione del Riconoscimento “Mimmo Beneventano”

Di Mariagrazia Zaccagnino il . Basilicata

«Il nostro modo migliore per ricordare Mimmo Beneventano è quello di riconoscere il buon lavoro a chi opera nel campo dell’informazione e della pubblica amministrazione». Il coordinamento lucano di “Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie”, organizza per il terzo anno consecutivo il riconoscimento intitolato a “Mimmo Beneventano”: il medico, giornalista e amministratore locale di origine lucane, ucciso in un agguato di camorra a Ottaviano, in provincia di Napoli, il 7 novembre 1980. A ricevere il riconoscimento quest’anno saranno: il Comune di Pollica (Salerno) alla memoria del sindaco Angelo Vassallo, la redazione del programma di Raitre “Chi l’ha visto?” e il giornalista del “Quotidiano della Calabria” Ferdinando Piccolo.

Queste le motivazioni: «Ad Angelo Vassallo perché il sacrificio della sua vita possa rappresentare, per il comune di Pollica e per chi gestisce la cosa pubblica nei tanti comuni del nostro Paese, un seme si speranza che porti frutti di giustizia»;  «Alla redazione di Chi l’ha visto perché con il suo puntuale lavoro d’inchiesta contribuisce in modo fondamentale a ridare dignità e giustizia a tante storie private della verità»; «A Fernando Piccolo perché con il suo puntuale lavoro d’inchiesta contribuisce in modo fondamentale alla costruzione di un Paese libero dalle mafie». «Vogliamo manifestare la nostra riconoscenza – ha detto il referente di Libera per la Basilicata, don Marcello Cozzi – a chi nel giornalismo e nell’ambito delle amministrazioni locali, ha cercato di contrastare le mafie di ogni tipo. Il riconoscimento alla memoria Angelo Vassallo (assassinato lo scorso 6 settembre) è il modo migliore per ricordare una persona che ha dato la vita per la giustizia così come quello al giornalista Piccolo, vittima di intimidazioni in Calabria, e alla redazione di “Chi l’ha visto?”, rappresenta il nostro apprezzamento per il loro lavoro di inchiesta finalizzato alla ricerca della verità dei fatti. A questo proposito – ha aggiunto don Cozzi – non possiamo non ricordare Raffaele Ciriello, il fotografo lucano che ha dato la vita in terra palestinese. Da qui nasce anche l’esigenza del laboratorio di giornalismo in Basilicata che partirà a breve, con l’auspicio che sulla scorta dell’esperienza di Beneventano e di Ciriello si possa far crescere una generazione di giornalisti che antepongano la giustizia e la verità ad ogni altra cosa e che possano raccontarci come davvero stanno le cose. In Basilicata – ha concluso don Cozzi – c’è bisogno di andare sempre dietro i fatti, nelle profondità dei fatti». La cerimonia di consegna del riconoscimento si terrà sabato 6 novembre alle ore 17.30 nel teatro comunale di Sasso di Castalda, paese di origine di Mimmo Beneventano.

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