NEWS

Presto misure di protezione per Denise, figlia di Lea Garofalo

Di Anna Foti il . Istituzioni

La morte di Lea Garofalo, la collaboratrice di giustizia uccisa da coloro che aveva tradito con la sua scelta di raccontare alla magistratura quel che sapeva circa la faida Garofalo – Mirabelli nel crotonese ancora genera sgomento e allarme nell’opinione pubblica.  Ciò avviene soprattutto in coloro che quotidianamente sperimentano il rischio ed il pericolo per la decisione di esporsi, come i coniugi Màsciari, sotto protezione dal 1997, Pino Grasso e Francesca Franzè, testimoni di giustizia cui hanno ridotto la scorta e in questi giorni in protesta davanti la Prefettura di Vibo Valentia. 

 La ricostruzione della vicenda Garofalo da parte di Alfredo Mantovano, sottosegretario all’Interno e presidente della commissione centrale dei programmi di protezione istituita presso lo stesso ministero, interpellato dall’onorevole Angela Napoli e dall’onorevole Mario Tassone, ha consentito non solo di comprendere quali saranno i prossimi step per la protezione di Denise Cosco, la figlia della vittima e del presunto omicida, ma anche di fotografare la situazione del programma di protezione nel nostro paese.  La questione è tornata di drammatica attualità solo adesso, nonostante con un’interrogazione parlamentare la senatrice Udc Dorina Bianchi già nel luglio 2009 avesse sollecitato lo Stato ad applicare anche il reinserimento sociale e lavorativo di coloro che si fossero esposti in prima persona per collaborare con le istituzioni nella lotta alla mafia.

 Il sottosegretario Mantovano ha assicurato che ‘per i circa mille collaboratori di giustizia e per i loro familiari attualmente inseriti in un programma di protezione, e per tutti coloro che sono stati inseriti, in passato, senza essersene sottratti,  non si sono mai verificati casi di individuazione delle persone protette o del loro domicilio con conseguenti azioni in loro danno. Mai significa mai’. Ha ribadito lo stesso sottosegretario, il quale in Calabria, qualche giorno fa ha ribadito la necessità di attenzionare tanto i collaboratori di giustizia, cioè i pentiti, quanto i testimoni di giustizia, liberi cittadini che trovandosi in possesso di informazioni utili alla magistratura, decidano di riferirle agli inquirenti.  Ma torniamo alla vicenda di Lea e alle rassicurazioni circa le misure in itinere per Denise Cosco. La segreteria del Servizio centrale di protezione, ha spiegato Mantovano, ha fatto presente alle varie autorità giudiziarie (Dda di Catanzaro, Dda di Milano e Dda di Campobasso) l’opportunità, o forse sarebbe meglio dire necessità, di una misura di protezione nei confronti di Denise.

Si attende che qualcuna delle autorità giudiziarie interpellate assuma adesso l’iniziativa. Intanto il prefetto di Crotone ha individuato il luogo in cui la ragazza si era recata, allontanandosi anche lei volontariamente dal suo ultimo domicilio, e ha già predisposto un’adeguata protezione. Speriamo che anche lei non rinunci alla protezione. Speriamo che lo Stato meriti la sua fiducia.

Trackback dal tuo sito.

Premio Morrione

Premio Morrione Finanzia la realizzazione di progetti di video inchieste su temi di cronaca nazionale e internazionale. Si rivolge a giovani giornalisti, free lance, studenti e volontari dell’informazione.

leggi

LaViaLibera

logo Un nuovo progetto editoriale e un bimestrale di Libera e Gruppo Abele, LaViaLibera eredita l'esperienza del mensile Narcomafie, fondato nel 1993 dopo le stragi di Capaci e via D'Amelio.

Vai

Articolo 21

Articolo 21: giornalisti, giuristi, economisti che si propongono di promuovere il principio della libertà di manifestazione del pensiero (oggetto dell’Articolo 21 della Costituzione italiana da cui il nome).

Vai

I link