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Due giorni a Padova con Libera Informazione

Di Roberto Morrione il . Progetti e iniziative, Veneto

Le quarte classi del liceo multidisciplinare di Cittadella affollano la grande palestra, ragazzi attenti e disciplinati seduti sul pavimento, con a fianco su semplici panche una decina di insegnanti. Sono i professori più sensibili all’impegno di una scuola che non resti chiusa nei programmi d’insegnamento, ma si apra a una conoscenza ampia della realtà, tesa a sviluppare negli studenti una capacità critica e più conoscenza. E’ la prima delle iniziative di una “due giorni” sull’informazione organizzata da Libera Padova, nuovo presidio veneto in via di costituzione. L’incontro di Libera Informazione con i ragazzi di Cittadella ha uno scopo preciso: portare i contenuti e gli obiettivi della difesa della legalità nel cuore di questa provincia imbevuta degli slogan rozzi e localistici della Lega, dove il consumismo e i falsi idoli degli “schei”, i soldi prima di tutto, si saldano pericolosamente con l’indifferenza per ciò che accade fuori del proprio giardino e, sempre più, con l’ostilità verso il “diverso”, l’immigrato, secondo il modello della cosiddetta sicurezza imposto dalla sub-cultura leghista.

Qui – mi dice Don Giorgio, coordinatore ed infaticabile animatore di Libera Padova – anche i sacerdoti socialmente impegnati non hanno più l’ascendente e l’attenzione di un tempo. Il clima civile è pesante, il dialogo sempre più difficile e rarefatto, anche per l’aggravarsi della crisi economica. Eppure, anche fra questi ragazzi figli di un benessere oggi messo in discussione,  non integrato o sostituito da valori civili, c è grande attenzione, disponibilità verso percorsi finora del tutto sconosciuti, testimonianze concrete, esperienze di vita che non siano solo la play station o il piccolo mondo autoreferenziale del muretto.

I più appassionati e attenti hanno costituito un nucleo di Web radio, dal nome lievemente infelice, ma anche ironico, di Radio Titanic. Prima operazione editoriale è una serie di interviste volanti con studenti, insegnanti, bidelli, sulla mafia e i suoi protagonisti dalle due parti. Le risposte sono incerte, sprovvedute, a volte clamorosamente attestanti una totale estraneità al tema, come quella di un’insegnante che alla domanda su chi sia Angelo Vassallo risponde “il ministro della Giustizia”.
Ma è già un inizio e verranno altri progetti. Il dibattito, con molte domande dei ragazzi, dura tre ore
e tocca i temi della memoria e della conoscenza, gli elementi fondanti della buona informazione, ma anche la necessità di fronteggiare la penetrazione mafiosa in atto nel tessuto sociale ed economico del Veneto, di introdurre a scuola iniziative di confronto e interpretazione dell’informazione e soprattutto delle deviazioni della TV dominata dal regime mediatico imperante.

Alla fine c’è molto interesse per i campi estivi delle cooperative di Libera sui beni sequestrati e l’impegno a cercare di “fare rete”, a partire da Internet e da Radio Titanic, che cercherà di collegarsi ad altre Web radio studentesche, che finora hanno operato in assoluta solitudine, magari in paesi a pochi chilometri da Cittadella. Gli insegnanti si dicono disponibili alle iniziative di Libera Padova e ad allargare l’impegno operativo nell’istituto sui temi dell’informazione e di una conoscenza critica.

Quella sera si sviluppa la seconda tappa della “due giorni” a Curtarolo, altro paese vicino alla città. E’ una caratteristica di Libera Padova – spiega Don Giorgio – che vuole costruire una rete territoriale capillare, in cui associazioni del volontariato, amministratori, centri sociali e culturali portino le specifiche esperienze ed istanze del loro territorio. Insieme con il responsabile regionale di Libera, don Luigi Tellatin, vi sono infatti tre sindaci, consiglieri comunali, imprenditori, cronisti di giornali locali. Il discorso è incentrato soprattutto sui rischi, ormai in parte fatti compiuti, delle infiltrazioni mafiose nell’economia e nel tessuto sociale della regione. C’è consapevolezza di quanto e come la ‘ndrangheta e la camorra, ma anche clan di “cosa nostra”, siano riuscite a penetrare nell’economia legale, come della responsabilità che giornali e radio-TV locali si assumono minimizzando il problema, non contestualizzando le notizie, non realizzando vere inchieste che colleghino fra loro i fatti di cronaca.

Un giovane imprenditore lancia una sorta di disperata denuncia: la corruzione  – dice – è ormai alla base del rapporto con molte amministrazioni sugli appalti, non solo per soldi, ma anche con lo scambio di favori e altre iniziative che infrangono le regole. Sembra documentato e, purtroppo, convincente.
A coronamento della “due giorni”, viene alla fine il seminario-laboratorio organizzato al Centro Toniolo di Padova. E’ un appuntamento che mira all’organizzazione, a individuare strumenti di lavoro comune e di aggregazione, a consolidare il rapporto con altre associazioni e realtà culturali, quali il CNCA, le ACLI, centri di comunicazione e di studi sociali. Molte le domande, anche sulla base di quanto  da me acquisito in 40 anni di lavoro giornalistico alla Rai, ma che in Libera Informazione ha trovato nuovi stimoli, collegamenti con i territori “occupati” dalle mafie, che stiamo ora estendendo al centro-nord con istituzioni regionali preoccupate per l’offensiva apparentemente legale degli interessi criminali. Di qui analisi, individuazione di possibili metodi
per creare una rete efficiente, strumenti informatici e di comunicazione con la stampa nel territorio e a livello nazionale.

Don Giorgio lancia altre due tappe di questo percorso, che in novembre e in dicembre coinvolgeranno i temi della formazione alla legalità e dell’amministrazione pubblica. Finisce però che mi chiedono qualcosa sull’influenza criminale della loggia P 2, quella di ieri e quella di oggi… Non manco di raccontare al riguardo documentate esperienze personali.
Lascio Padova con la netta sensazione che questo nuovo presidio di Libera stia nascendo con idee chiare sulla situazione e su ciò che ci attende in futuro.

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