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Molise terra di conquista

Di Gaetano Liardo il . Molise

In Italia non esistono isole felici, non ne sono mai esistite. Il Molise in questo non fa eccezione. Le mafie italiane hanno esteso i propri tentacoli ovunque fosse possibile, nel tentativo di prosperare e arricchirsi, anche in quelle realtà che storicamente non hanno visto nascere organizzazioni criminali autoctone. Una regione come il Molise, poi, risulta essere una terra particolarmente appetibile. Schiacciata a sud tra la Campania e la Puglia, tra le province di Caserta, Benevento e Foggia, e affacciata sul mare adriatico, di fronte alla penisola balcanica. Proprio la collocazione geografica della regione, legata alla scarsa consapevolezza politica, locale e nazionale, della possibile presenza di interessi criminali nel Molise, ha fatto si che questa si trasformasse in luogo di transito del traffico di sostanze stupefacenti, per poi diventare terra di conquista per i clan mafiosi.

La droga prima, e il traffico di esseri umani subito a seguire. Traffici gestiti da gruppi criminali albanesi e nordafricani in collaborazione con la malavita locale, rappresentata per lo più dai gruppi di nomadi stanziali. Gruppi minoritari dediti allo spaccio al minuto e allo sfruttamento della prostituzione. «In particolare gli albanesi che operano nella zona – scrive Olga Capasso nella relazione della Direzione nazionale antimafia del 2009 per il distretto di Campobasso – più che essere in contatto con la grande mafia albanese che si rifornisce di eroina dall’Afghanistan, costituiscono, allo stesso livello dei nordafricani, l’ultimo anello di distribuzione della droga ricevuta dalle mafie nostrane delle regioni limitrofe, in modo particolare dalla camorra».  I grandi traffici passano dal Molise, non interessano la regione se non per raggiungere la Campania, la Puglia e altre zone del nostro Paese. Lo spaccio viene lasciato alla gestione di consorterie criminali minori, alcune delle quali, ben radicati in altre regione. E’ il caso dei nomadi stanziali, presenti in Abruzzo che hanno allargato la loro azione in direzione sud, o degli albanesi, ben impiantati in Puglia.

Se il narcotraffico è solo di passaggio, i grandi affari arrivano anche nel Molise e con questi gli appetiti dei boss. Calabresi, siciliani e campani grazie alla “sensibilità” di colletti bianchi e politici locali collusi, allungano le mani sugli appalti pubblici, impongono la legge delle estorsioni, si insinuano nei settori legali dell’economia. E’ successo ovunque in Italia, succede anche nel  Molise. Spesso nel silenzio della politica e della società civile, incapaci di leggere segnali e indicatori di tendenza. «E’ rilevata la presenza di proiezioni delle organizzazioni mafiose – scrive la Dna – operanti in altre regioni, interessate alle speculazioni nel settore dell’illecito smaltimento dei rifiuti nonché al controllo di appalti pubblici». La camorra in primis, ma non mancano di certo interessi delle ‘ndrine cabresi o di Cosa nostra siciliana. I boss dei clan dei casalesi ripropongono nel Molise uno dei business che li ha arricchiti nel tempo: i rifiuti. L’allarme lo lancia Michele Petraroia, consigliere regionale del Pd, in una nota molto allarmata. «Un piccolo imprenditore edile di Ceceremaggiore è stato preso a fucilate perchè aveva osato portare un camion di sabbia in direzione Benevento. Due grandi automezzi di un’azienda che trasporta torri eoliche sono stati bruciati a Guardaregia il 7 agosto». «Un numero crescente di mezzi adibiti al traffico di rifiuti – continua Petraroia – transita per il Molise nelle ore più impensate con destinazioni ignote».

Interessi nello smaltimento illecito di rifiuti, facilmente sversabili laddove la consapevolezza è blanda e i controlli politici deboli. «Il Molise – si legge nella relazione della Dna – si sta rilevando non come zona di transito, ma punto finale di arrivo per lo smaltimento di rifiuti pericolosi, terra idonea ad occultare discariche abusive con la compiacenza di alcuni proprietari di cave e terreni e scempio dell’ambiente». Tuttavia, proprio dal basso, arrivano segnali di reazione importanti. Associazioni e comitati di cittadini si mobilitano per tutelare l’ambiente ed impedire l’invasione mafiosa della regione. Movimenti contro l’apertura di discariche, associazionismo antimafia, comitati contro l’eolico selvaggio, legati insieme dal desiderio di impedire che nel Molise si consumi l’ennesimo, evitabile, fallimento della Stato.

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