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Non abbassiamo la guardia

Di Paola Senesi il . Marche

Lo scorso 14
Giugno è stato arrestato presso l’ospedale Mazzoni di Ascoli Piceno
Gaetano Cervone, boss del clan Aprea – Cuccaro operativo nella zona
nord orientale di Napoli. Era latitante da quando nel febbraio scorso,
aveva fatto perdere le sue tracce, mentre si trovava agli arresti domiciliari
per spaccio e traffico di droga. A suo carico risultano ulteriori reati
da accertare come estorsione ed omicidio, anche se  non era soggetto
a nessun provvedimento di custodia cautelare.

E’stato rintracciato
grazie alle intercettazioni telefoniche, poiché era entrato in ospedale
sotto falsa identità, fornendo documenti falsi con nomi di persone
inesistenti.

Inizialmente
era stato ricoverato presso l’ospedale di Civitanova Marche per una
malattia infettiva: pare che avesse trasferito le proprie attività
illegali sul litorale marchigiano rimanendo in collegamento con il
clan originario.

Grazie alle
indagini dei Carabinieri di Napoli con il contributo dei colleghi marchigiani
si è potuto procedere all’arresto di Cervone che resta piantonato
in ospedale in attesa di trasferimento.

La presenza
del boss di un clan nella nostra regione ci rende sempre più convinti
che la mafia e la criminalità non conoscono confini geografici o sociali:
sicuramente la sua presenza sarà stata organizzata e appoggiata da
chi conosce bene il nostro territorio e ci vive e ha potuto offrire
supporto logistico al latitante, visto che anche la moglie si trovava
nelle Marche al momento dell’arresto.

E’ importante
sottolineare come la mafia riesca a penetrare in territori ed ambienti
che non hanno una cultura prevalentemente mafiosa: questa penetrazione
ci preoccupa perché, a prescindere dal caso particolare, può assumere
forme diverse, non immediate ma talmente subdole che potrebbero inquinare
la nostra società. Per questo il nostro dovere di cittadini è quello
di tenere sempre alta la guardia, affinché la legalità venga rispettata
in ogni luogo, perché i diritti siano di tutti e non appannaggio di
pochi. Una società informata e consapevole è la prima arma contro
il dilagare della criminalità.

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