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Pizza, pasta, traffici, riciclaggio e piombo

Di Giovanni Tizian il . Senza categoria

All’alba del 18 dicembre sono stati arrestati quattro affiliati del locale di ‘ndrangheta Nirta-Vottari.
La duplice operazione in Germania e a San Luca, effettuata dalla squadra italo-tedesca anticriminalità (nata solo sei giorni fa a Berlino), ha portato alla cattura di Domenico Nirta, 24 anni,  Domenico Pizzata  40, Luca Liotino, 35, e Antonio Rechichi, 21.

Nirta e Pizzata si trovavano a San Luca mentre gli altri erano a Kaarst, un sobborgo di Neuss, e a Oberhausen. L’altro ricercato, Giovanni Strangio, indicato come uno degli esecutori dell’agguato di Duisburg dell’agosto scorso, è riuscito a non farsi trovare all’appuntamento con le manette.

Una riflessione particolare merita la giovane età degli arrestati. I volti nuovi di una società criminale che di onorato ha ben poco. La gioventù ‘ndranghetista si scosta ampiamente dallo stereotipo, cristallizzato nellimmaginario comune, che vede nel mafioso un padrino ieratico, radicato nelle sue tradizioni e nel suo territorio, che non azzarda mai una mossa che possa portare danno all’organizzazione.

“I ragazzi della ‘ndrangheta”  hanno imparato presto a muoversi e ad agire su un territorio senza dogane. Attraversano l’Europa in lungo e in largo trafficando droga e armi e acquistando immobili e macchine di lusso. Ostentano la loro ricchezza come fossero i padroni del mondo.

C’è, tra di loro chi a 28 anni, come Giovanni Strangio, gestisce una pizzeria a Kaarst: Toni’s Pizza. Nonostante sia ricercato in Germania e in Italia, continua ad essere lui (almeno sulla carta) il gestore del ristorante sopraccitato e dove è possibile gustare gli spaghetti Romeo, come si evince dal menù on line.
E’ proprio dal sito della pizzeria che ho avuto modo di riscontrare alla voce responsabile (Verantwortlich) il nome di Giovanni Strangio, latitante da cinque mesi

Kaarst e Duisburg,( dove invece operano i Pelle –Vottari impegnati in attività lecite e illecite) distano appena trentaquattro chilometri. Troppi pochi chilometri, in terra tedesca, separano gli affari delle due famiglie perché gli interessi non si scontrassero. Alla luce di questo è ancora più chiaro come il conflitto tra i due locali di ‘ndrangheta nasca dalla volontà di dominio territoriale ed economico più che da una faida d’onore.

L’intenzione del Collegio (o locale) Nirta-Strangio era, probabilmente, quella di accendere i riflettori su Duisburg, in quella Duisburg invasa dai Pelle e dai Vottari, per screditare l’operato e le attività dei nemici di sempre. Quale luogo migliore quindi se non una terra fino ad allora immune al piombo mafioso?
 
Nella locride ormai non è più possibile sparare come una volta, il mutamento in struttura “semiverticistica” della ‘ndrangheta non lascia spazio alla singole ‘ndrine. A San Luca dopo il 1991, anno della pax mafiosa e conseguente nascita di una “camera di controllo”, non sono accettati colpi di scena fatta esclusione per le condanne a morte decise di comune accordo tra i diversi mandamenti (jonico, tirrenico e centrale). Per regolare i conti in maniera eclatante e disintegrare i traffici nemici che rubano profitti alle proprie casse è necessario uscire fuori dalla Calabria, in una terra come  la Germania che non ha mai fatto attenzione alle infiltrazioni della ‘ndrangheta, cominciate subito dopo il 1989, e alla valanga di soldi sporchi arrivati in breve tempo dopo il crollo del muro. 

E’ all’estero che emigrano i soldi della ‘ndrangheta. In Calabria non rimane la minima traccia dei profitti. Come vampiri succhiano quanto più possibile dal collo di una terra già povera qual è la Calabria, per costruire e  investire altrove,  arricchendo solo se stessi e le città del Nord.

E’ a San Luca che si decidono gli affari, il resto sono colonie ‘ndranghetiste, dove viene esercitata la volontà dei capi ‘ndrina. Se Giovanni Strangio è l’esecutore materiale la strategia del locale si è decisa a San Luca. Un piano astuto per rovinare definitivamente l’immagine del ristorante “Da Bruno”, bloccando momentaneamente i traffici dei Pelle- Vottari. Evidentemente qualcosa di grosso bolliva in pentola. Appalti, armi o droga?

Sicuramente i Nirta avevano intenzione di guadagnare terreno nella scalata del potere. Della pizzeria Toni’s nessuno ha parlato. I Nirta, quindi, possono ritenersi fortunati. Sono rimasti invisibili a differenza dei loro cari nemici che sono finiti su tutte le prime pagine e hanno visto il loro ristorante affiancato al nome “‘ndrangheta”.

Un marketing occulto, che ha favorito sicuramente gli affari dei Nirta- Strangio, i quali, nonostante gli investigatori alle calcagna, hanno continuato a riciclare nella loro pizzeria in Germania.Riciclare non ha prezzo. A costo della vita la ‘ndrangheta insegue i suoi guadagni e la sua fame di potere. “Ieu pozzu”, in calabrese significa io posso. I Nirta e gli Strangio sembra proprio che stiano dicendo subdolamente questo ai loro nemici/amici.
 
Pubblicato sul sito di Democrazia e Legalità

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